Abbiategrasso e caso Manisera: l’eloquente SILENZIO di Tarantola e della lista La Città

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ABBIATEGRASSO Non è sfuggito (magari non a tutti, ma certamente qualche luce si è accesa) il nome dei partiti in calce alla dichiarazione di solidarietà alla giornalista abbiatense Sara Manisera espressa dall’opposizione.

Se infatti il comunicato che ha espresso disapprovazione rispetto alla scelta della giunta è stato vergato da Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, mentre NON compaiono le firme di lista La Città e Tarantola-Ricominciamo Insieme.

Parliamo di una fetta largamente maggioritaria dell’opposizione, dal momento che i 5 Stelle non sono neppure rappresentati in Consiglio, mentre La Città ha raccolto il 15% e Tarantola addirittura il 23.

Ebbene, sulla vicenda che sta facendo maggiormente dibattere ad Abbiategrasso due pezzi consistenti della minoranza sono in rigoroso silenzio. Nessuna parola, nessuna nota, nessun post su Facebook. E’ di tutta evidenza che sul tema hanno una loro opinione, oppure un’idea del tutto diversa.

In buona sostanza, se parole o post di sostegno sono arrivati da realtà come i No Tangenziale o da Brunella Agnelli, o ancora Matteo Curatella, i cosiddetti centristi dell’opposizione (posto che la lista di Tarantola raccoglie persone di diversa estrazione politica) hanno marcato una netta distanza, con questa scelta.

Evidetnemente parole e toni utilizzati da Pd e 5 Stelle NON hanno incontrato il favore dei due gruppi, che pure a fine agosto avevano sottoscritto un primo documento di TUTTE le minoranze. Quanto sostenuto da Sara Manisera nell’ormai famoso video, insomma, NON  deve aver indotto la piena condivisione di Città e Tarantola.

Un dato politico da considerare, in attesa dei prossimi sviluppi. Che saranno o dovrebbero essere più giudiziari che politici: a rigor di legge si dovrebbe ora aprire un procedimento penale, con una fase preliminare di indagine, un rinvio a giudizio oppure un proscioglimento. Ma servirà tempo. Nella migliore delle ipotesi, mesi.

IL PARARE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI

L’Odg della Lombardia ha frattanto emesso un comunicato nel quale si difende Sara Manisera, e in cui si legge (nella parte finale) che “anche su un piano formale, in ogni caso, è opinione ferma del nostro ordinamento giuridico che gli strumenti messi a disposizione dei cittadini privati e, a maggior ragione, delle amministrazioni pubbliche per tutelare la loro onorabilità incontrano limiti invalicabili.

Importanti sono i principi espressi dalla Corte di giustizia europea. Gli Stati – e quindi tutte le sue articolazioni – devono «evitare […] di adottare misure in grado di dissuadere i media a ricoprire il loro ruolo di lanciare allarmi al pubblico in caso di abusi apparenti o ipotizzati del potere pubblico». (in particolare Cumpănă e Mazăre contro Romania). Val la pena di ricordare in via generale – anche se il principio non è rilevante in questo caso – che la protezione della libertà dei giornalisti da parte della Corte di giustizia è molto ampia. «La libertà giornalistica – ha spiegato la Corte nei casi Prager et Oberschlick contro l’Austria, Thoma contro il Lussemburgo, e Belpietro contro Italia – comprende anche il ricorso possibile a una certa dose di esagerazione, e persino di provocazione».

L’Ordine dei giornalisti della Lombardia chiede quindi alla Giunta comunale di Abbiategrasso di rinunciare alla querela deliberata.

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