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Abbiategrasso e area commerciale, le dichiarazioni dei consiglieri

Maggioranza allineata, prevale il sì con riserve al progetto

 

ABBIATEGRASSO – Prima del duro intervento di Domenico Finiguerra e del j’accuse via Facebook di Brunella Agnelli (che riporteremo in un pezzo a parte), ieri sera sulla mozione di Cambiamo Abbiategrasso circa l’area commerciale che dovrebbe sorgere a ridosso dell’Annunciata si sono registrati diversi interventi dei consiglieri comunali.

 

Ha esordito l’ex assessore Flavio Lovati, ‘personalmente io sono da sempre allergico ai centri commerciali. Di natura sono un anti consumista. Faccio i miei pochi acquisti ad Abbiategrasso, specie durante i saldi. Poi però esistono i diritti edificatori acquisiti su un’ area dove si può teoricamente costruire da decenni. Con l’amministrazione precedente si sarebbe potuto costruire, ora siamo in una fase ancora preliminare, bisognerà sentire gli uffici e la Soprintendenza. Ad Abbiategrasso mancano dei servizi? Direi di sì, pensiamo al settore dell’elettronica. Può anche darsi che un simile insediamento commerciale porti dei benefici alla città ‘.

Luigi Tarantola, dal canto suo, ha chiesto quali iniziative sono state assunte dall’ assessore al Commercio sul tema in oggetto, il consigliere Gianluca Ceresa ha esordito dicendo che ‘dal canto mio ho una posizione simile a quella di Flavio Lovati,che penso essere condivisa da tutta la maggioranza. Il territorio è stato consumato abbondantemente in passato, non penso sia giusto dire che siamo contro il piccolo commercio. L’ economia sta cambiando dagli anni 80, parliamo di un movimento cominciato con l’Iper a Magenta e proseguito con Esselunga, Lidl ed Eurospin, quando al governo di Abbiategrasso non c’era il centrodestra. I negozi sono cambiati e hanno resistito ai centri commerciali. Parliamo peraltro di medie strutture di vendita, già presenti attorno alla nostra città?.
Emanuele Gallotti ha detto che ‘con la crisi dell’ industria, oggi il settore commerciale è trainante. Quando ho analizzato il progetto, mi sono reso conto che la struttura volge lo sguardo verso Albairate ed altri Comuni, con la possibilità di attirare persone in città. Dopo le 19.30 non ci sono negozi aperti, e l’unico ambito rimasto capace di attrarre è quello in discussione’.
Sara Valandro ha rimarcato che ‘personalmente non mi piacciono i centri commerciali, neppure quello di via Dante. E neppure quello che dovrebbe essere costruito, però questo non toglie che strutture simili attirino persone e favoriscano nuovi posti di lavoro. Ci sono centri commerciali ovunque, alcune categorie merceologiche ad Abbiategrasso mancano’.
Maurizio Piva ha aggiunto che ‘non si tratta di un maxi centro commerciale ma di singoli, ancorché grandi, negozi. Vedo anche io questa opzione come una opportunità per Abbiategrasso. Quanto al commercio in città, la situazione appare cristallizzata da tempo’. 
Ha voluto dire la sua anche il presidente dell’assise Marco Tagliabue, il quale è intervenuto da ‘commerciante che ha lavorato 49 anni nel settore. E in quanto tale dico che i negozi sono chiusi anzitutto dalle tasse e dagli affitti. I buoni negozi non chiudono e non vengono penalizzati non dai centri commerciali, pensiamo a quelli di frutta e verdura. Non siete mai stati a Vicolungo o Serravalle? Abbiamo parlato solo di commercio ma non della parte residenziale, e parliamo di 400 famiglie. Potenziali nuovi clienti dei negozi in centro. Estendere la città è un bene,e oggi non dimentichiamo che i negozi sopravvivono, non guadagnano affatto cifre esorbitanti. Questa è la realtà ‘. 
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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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