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Abbiategrasso, Brizio ai candidati: ‘Riconoscere il nemico è essenziale’

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del ‘battitore libero’ di sinistra, Raffaele Brizio
ABBIATEGRASSO – Tempo di elezioni, tempo di candidature. E’bello constatare che molti cittadini desiderano partecipare all’amministrazione della nostra città impegnandosi in prima persona, mettendo a disposizione tempo ed energie. Non sono però sicuro che tutti abbiano presente quale tipo di impegno si richiede, di questi tempi, ad un amministratore. Alcuni credono che si tratti semplicemente di onestà, altri tirano in ballo il mitico “buon senso” di cui, come è noto, ognuno ritiene di possedere una quantità illimitata. Questi requisiti, (soprattutto il primo …) mi sembrano importanti, ma credo non colgano l’aspetto decisivo. Questo aspetto consiste, secondo me, nel sapere affrontare il nemico. So che la parola suona male, molti credono che di nemici non si dovrebbe parlare quando si fa politica eppure … Se io voglio salvare la città dalla morsa di asfalto e dai metri cubi di nuove edificazioni, credete che troverò dall’altra parte un simpatico interlocutore o non, piuttosto, uno che, minacciando cause legali, cercherà di impormi la sua volontà di far soldi con la nostra terra e il nostro paesaggio? Se io voglio salvaguardare quello che resta del welfare cittadino, se voglio fare la manutenzione delle scuole e delle strade, credete che mi troverò di fronte una Regione pronta ad assecondarmi?
Un Governo nazionale pronto a collaborare? Io so che troverò i sacerdoti dei Patti di stabilità che da Bruxelles vengono imposti a Roma e da lì a Biegrass’ … Credete che, senza sfidare il patto di stabilità, potrei anche solo mantenere la città in ordine? Così ha pensato di fare Arrara con la sua Giunta. Il risultato è che oggi non ha nemmeno la forza di candidarsi. Non riconoscere il nemico significa non cercare alleati e non difendere l’interesse dei cittadini contro chi, speculatori privati o burocrazia europea, la guerra ce la fa eccome. Inutile frignare sull’avanzata dei “populismi” se non si costruisce una resistenza contro chi ci fa la guerra, inutile dire “usciamo dall’Euro” e non avere la capacità di opporsi qui, a Biegrass’, all’ottusa politica che attraverso l’Euro la Germania impone a tutta l’Europa.
Spero, con queste osservazioni, di non avere inquietato nessuno dei futuri candidati, o forse no: sono contento se qualcuno, riflettendo su queste considerazioni, si preparerà allo scontro che ci attende come realtà locale e nazionale. Altrimenti gli consiglio di utilizzare buon senso e onestà per la propria vita privata.
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