Abbiategrasso, arrestato con un chilo e mezzo e di marijuana. Le analisi lo scagionano: “Principio attivo basso, non fa male”

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ABBIATEGRASSO – Incarcerato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, messo ai domiciliari e poi scarcerato con tante scuse. E, forse, nemmeno quelle. Perché hanno scoperto, quando si era già fatto 15 giorni di galera, che quella che teneva in casa era della sostanza con un principio attivo bassissimo. Quindi, di fatto, innocua. E’ l’incredibile vicenda che vede per protagonista Maksim Gjepali un uomo di 40 anni di origini albanesi, residente ad Abbiategrasso, che un mese fa subì la perquisizione domiciliare ad opera della Guardia di Finanza di Magenta. Venne trovata un chilo e mezzo di sospetta marijuana che lo fece finire in carcere. Parte si trovava in camera, parte in un box.

“Le analisi da me richieste sulla sostanza – ha spiegato l’avvocato Roberto Grittini che difende l’uomo – hanno rivelato un bassissimo tasso di principio attivo in essa contenuto, quantificabile, nei tre diversi reperti sottoposti ad indagine, in una misura variabile tra lo 0,1% e lo 0,4%”. La richiesta di scarcerazione è stata formulata dal Pubblico Ministero e firmata da GIP Carlo Pasta il 18 dicembre, mentre Maksim Gkepali, era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa di essere sostituita dall’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Vista la situazione non poteva che essere rimesso in libertà. “Ritenuto che il bassissimo principio attivo rinvenuto nella sostanza – recita il documento firmato dal GIP presso il Tribunale di Pavia – induce a dubitare della sua offensività o, comunque, la fa apparire minima; ritenuto, pertanto, che non si giustifichi, non solo il mantenimento della misura in esecuzione, ma di qualsiasi misura cautelare, dovendosi considerare cessate le esigenze cautelari; visti gli articoli 273 e seguenti e 299 del Codice di Procedura Penale, revoca la misura cautelare in esecuzione nei confronti di Gjepali Maksim”.

Al di là del dibattito che continua ad interessare l’opinione pubblica sulla cosiddetta cannabis light, il principio attivo contenuto nella sostanza sequestrata ad Abbiategrasso era, stando alle analisi, così basso da non far temere che dietro vi fosse un’attività illecita posta in essere dal 40enne che è stato arrestato. “Sono felice di avere insistito a richiedere le analisi in tempi rapidi – ha concluso l’avvocato Grittini – per un errore o per superficialità ci sono persone innocenti che rischiano di finire in carcere”.

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