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Abbiategrasso, al via la mostra Donne e Mafia

Nell’ambito delle iniziative in occasione della XIXa Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

ABBIATEGRASSO -La Commissione Pari Opportunità del Comune di Abbiategrasso in collaborazione con la biblioteca civica Romeo Brambilla ha organizzato, nell’ambito delle iniziative per celebrare la XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie,una mostra dal titolo “Donne e Mafia”. La mostra, ospitata nelle sale della biblioteca civica R. Brambilla dal pomeriggio del 26 al 31 marzo, è composta da 40 pannelli in cui si racconta la storia di tante donne che hanno fatto dell’impegno contro le mafie una ragione di vita, ma anche quelle che non sono uscite da una cultura di morte.

Il lavoro di ricerca e di realizzazione è stato curato da Rita Margaira del Comitato Resistenza Colle del Lys in collaborazione con le donne dell’Associazione per la Pace Gruppo di Rivoli con la supervisione di Anna Puglisi fondatrice del centro di Documentazione Peppino Impastato di Palermo e di Maria Josè Fava responsabile di Libera Piemonte.

Ogni nome di donna porta con se il racconto di una tragedia, la testimonianza di un difficile impegno, storia di vita e di morte in cui il ruolo delle donne emerge nella sua drammaticità e spesso, apparente, contraddittoria realtà. Nel percorso espositivo toccante appare l’inserimento della mostra fotografica a cura di Paola Mongelli e Petra Probst: le immagini rappresentano i volti del coraggio della testimonianza e spesso anche quelli della cancellazione dell’identità.

L’esposizione dei pannelli segue tre tematiche e si apre con le figure delle madri, delle mogli, dei figli, sorelle famigliari delle vittime: dal dolore all’impegno. Ed ecco allora le madri coraggio, come Francesca Serio, Saveria Antiochia, Felicia Bartolotta, mamma di Peppino Impastato.
Si prosegue con le figure femminili che hanno scelto di testimoniare, in vari modi, l’opposizione alla mafia: dal silenzio alla parola, attraverso l’azione concreta di scrittrici, fotografe, storiche, amministratrici, magistrate.
Seguono le figure che da “complici” sono diventate antagoniste, scegliendo la via della collaborazionecon la giustizia e per questo spesso barbaramente punite. Infine sconvolgente, le donne in nero: quelle che sono parte integrante del sistema mafioso, incapaci di vivere una scelta diversa dalla cultura di morte.

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Fabrizio Provera

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