A Sedriano l’antifamia sale sempre in cattedra. Ma senza contraddittorio

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    Iniziativa di Libera presso la parrocchia, sabato 25 e domenica 26. Ma ovviamente l’ex sindaco Alfredo Celeste, assolto lo scorso 8 febbraio, non viene neppure invitato

     

    SEDRIANO – “Sabato 25 e domenica 26 febbraio – dalle ore 15,30. MINICAMPO DI LAVORO E FORMAZIONE ‘R!ESTATE LIBERI’ per ragazzi 16-25 anni

    Promosso dal coordinamento di Libera Milano, partecipazione a offerta libera.

    Sacco a pelo e materassino serviranno per la notte che passeremo in oratorio, mentre carta e penna ci serviranno per quando la bravissima Ester Castano ci spiegherà della ‘ndrangheta a Sedriano. Il programma include anche cena, giochi, colazione, lavori di riqualificazione presso la villetta confiscata, pranzo di domenica.

    PRESSO Oratorio S. Luigi – via S. Remigio – Sedriano”.

    libera

    Siamo alle solite. Evidentemente, ci sono colpevoli a prescindere e teorie assiomatiche, ossia considerate vere a prescindere. Anche e soprattutto dai fatti. E allora leggiamo, sbigottiti, dell’iniziativa che Libera organizza, domani e dopo, a Sedriano. Dove la giovane cronista barricadera Ester Castano, che ad Alfredo Celeste ha dedicato una ‘certa’ cospicua attenzione, negli ultimi anni, sarà chiamata ad illustrare ai ragazzi dell’ndragheta a Sedriano. Dove il fu sindaco Alfredo Celeste è stato completamente assolto (dalle accuse di corruzione) dopo che l’accusa di mafia era venuta meno addirittura nel corso del dibattimento.

    Ma poco importa; constatiamo con amarezza che per alcuni, e alcune, non esistono né la civiltà di un dibattito a più voci né la benché minima, magari velata, volontà di chiedere delle scuse per il trattamento mediatico riservato ad Alfredo Celeste e al dottor Marco Scalambra. Che è caduto nell’oblio, perché dopo essere stato mascariato e oggetto di decine e decine di articoli non ha ricevuto le scuse da nessuno. Neppure dalla signorina Castano, a quanto ci risulta.

    Ma non ci stupisce. Lo stile è come il coraggio: uno non può darselo, essendone privo. Nel nostro piccolo cerchiamo di rimediare noi, pubblicando una replica di Alfredo Celeste ad Ester Castano pubblicata da www.repubblica.it. Buona lettura. E buon pomeriggio antimafioso ai ragazzi della parrocchia. E tanti complimenti alla parrocchia, per la parità di trattamento riservata al tema.

    Fabrizio Provera

    Alfredo Celeste
    Alfredo Celeste

    “L’incontro con Nicole Minetti è del maggio 2011: chiesi a Costantino, padre di un consigliere comunale, come a centinaia di altre persone, di partecipare alla serata che sarebbe stata contestata dalla sinistra. La signora Castano non era presente .
    La stessa, però, si  presentò nel mio ufficio cinque mesi dopo nell’ottobre 2011, perché è solo il 14 dello stesso mese che nasce il settimanale “Altomilanese”, e chiede spiegazioni della querela contro ignoti, che l’amministrazione comunale aveva presentato per i fatti succeduti durante la manifestazione stessa (una suora  ugandese, che accompagnava una delle 80 partecipanti al concorso “creatività della donna”, venne “invitata”, con modi incivili, a non entrare nell’auditorium, ma senza esito). La religiosa non è  mai stata destinataria della querela, e non avrebbe avuto senso  in quanto vittima, così  come descritto nelle parole della signora Castano.
    Nel nostro primo  incontro in Comune, io e la signora parliamo di tutto e di più, fuorché di ‘ndrangheta e similari. La stessa scrittrice, nei suoi successivi e numerosi articoli che hanno descritto il nostro primo incontro nel palazzo municipale, lo conferma smentendo le sue attuali parole.
    Sin da un anno prima del mio arresto, le decine di articoli sono stati usati per diffamare unicamente la mia attività amministrativa, la mia vita privata e la mia professione di insegnante di religione. Niente a che  vedere con la criminalità organizzata.
    Ho presentato per questo un’unica, ripeto, un’unica querela per diffamazione aggravata per la quale il  Gup di Biella ha sentenziato di non doversi procedere perché in presenza di  “esercizio del diritto di critica politica, pur accesa. .il rispetto della verità del fatto , in riferimento all’esercizio di critica politica, assume un limitato rilievo… “.  Compensate le spese : “ .. perché  la querela, trattandosi di questione che ben poteva essere sottoposta all’attenzione di un giudice…”, e quindi  nessuna  pretestuosità o azione intimidatoria.
    La sentenza dell’8 febbraio del Tribunale di Milano, che mi scagiona completamente dalle accuse, perché il fatto non sussiste, ha escluso collusioni con la ‘ndrangheta, come del resto le aveva escluse ben chiaramente il pubblico ministero, titolare dell’indagine, sin dal capo d’imputazione iniziale”.

    Alfredo Celeste

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