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A proposito di Somalia (e Silvia Romano, e i terroristi di Al Shabaab)

 

Il Regno d’Italia cominciò la sua avventura coloniale negli anni ottanta dell’ottocento e nel 1892 occupò l’area meridionale del corno d’africa denominandolo Somalia Italiana.

Fino al 1940 ci fu un notevole sviluppo economico e infrastrutturale dovuto ai coloni arrivati dall’Italia e dai paesi arabi limitrofi.

Nel 1941 la Somalia venne occupata da truppe britanniche che la controllarono fino al 1949.

Dal 1/1/1950 il paese fu concesso per dieci anni in amministrazione fiduciaria all’Italia per prepararlo all’indipendenza che avvenne il 1° luglio 1960.

Nel 1969 il governo somalo democraticamente eletto venne abbattuto con un colpo di stato militare organizzato dal generale Siad Barre, che mantenne il potere fino al 1991 quando iniziò la guerra civile tra i cosiddetti “Signori della guerra” che continuarono a governare in modo autonomo i vari feudi per circa 15 anni.

Durante questo periodo di vuoto di potere, nell’anarchia più assoluta crebbero le “Corti islamiche locali” che si affiliarono ben presto ad Al-Qaida.

Nel 2004 nacque il governo federale di transizione che sconfisse le corti islamiche alla fine del 2006 parte di questi sconfitti si raggrupparono nell’organizzazione terroristico Al-Shabaab (emanazione di Al Qaida), attiva principalmente nelle regioni a sud di Mogadiscio al confine con il Kenya. Teoricamente l’obiettivo primario del gruppo è la istituzione della sharia come legge dello stato somalo ma praticamente Al-Shabaab è una organizzazione di stato mafioso che impone le sue regole a parte del territorio, taglieggiando imprenditori, agricoltori, commercianti, artigiani, che si vedono costretti a pagare delle tangenti elevate tanto che preferiscono non raccogliere i frutti del loro lavoro (vedi foto)

Frutti non raccolti lasciati a marcire nella fattoria.

Buona parte della Somalia è dominata da questa organizzazione mafiosa che impone a qualunque attività economica dei balzelli esageratamente alti.  Al-Shabaab non ha assolutamente a che fare con l’islam e le sue leggi. Le sue vittime, in primis, sono i musulmani che abitano questi territori.

Silvia Romano è stata comprata da questi delinquenti e usata come merce di scambio per ottenere un finanziamento a buon mercato.

Non possiamo sapere se la sua conversione all’islam sia stato una sua libera scelta o una imposizione forzata che ha condizionato il suo pensiero.

Di certo è stata invereconda la passarella fatta dai molti politici al suo arrivo in Italia. Non si festeggia mai una sconfitta!!!

La speranza è che gli abitanti di questa bella terra, martoriata da troppi anni, possano in un vicino futuro vivere con dignità e in pace la loro esistenza potendo lavorare e pregare il Dio più vicino alla loro fede.

 

Vincenzo Tonetti

A. Ali Aldayeb 

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