A proposito di mensa e furbetti: Paolo Razzano ci scrive che…

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    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO MAGENTARispetto all’articolo pubblicato, nessuna nuova polemica, anzi, solo un principio che un buon amministratore pubblico dovrebbe conoscere bene: ovvero che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli. 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Facciamo ordine. Il sindaco Calati e il vicesindaco Gelli, in conferenza stampa, lanciano la “nuova” azione di recupero crediti nei confronti delle famiglie che non pagano il servizio mensa scolastica. Non una vera novità, dato che lo hanno fatto anche le amministrazioni precedenti.

    Chi può e non paga si vedrà sospeso il servizio” dicono. Detto con altre parole: l’erogazione del pasto sarà sospeso per le famiglie in ritardo nei pagamenti e non giustificate da una situazione economia delicata. O ancora: se non paghi, pur potendo permettertelo, tuo figlio non mangia. L’amministrazione ha usato toni più delicati, ma è questa la vera, brutta novità.

    Ma analizziamo la vicenda con maggiore attenzione. Nella scorsa amministrazione, il debito si fermava a quota 76 mila euro. Oggi si attesta a quasi 200 mila euro, sintomo che qualcosa, nell’ultimo anno, è cambiato. Sarà per via dei mancati controlli del primo anno di amministrazione Calati?

     

    Il vicesindaco Gelli esulta per la sua azione di recupero crediti. Un’operazione del tutto simile a quella effettuata dalle precedenti giunte: avviso sulla situazione debitoria, analisi della situazione da parte dei servizi sociali, rateizzazione e pagamento del debito.

    Un’azione che, con il lavoro della passate amministrazioni, ha permesso di recuperare più dell’80 per cento del debito.

    Senza dover minacciare di tagliare i pasti agli alunni. Siamo, infatti, d’accordo sul fatto che chi può permetterselo debba pagare e che sia necessario recuperare le morosità accumulate, ma non possiamo accettare che ci vadano di mezzo i più piccoli.

    Perché se è vero che le morosità sono un problema, è altresì vero che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli (lo ripetiamo, perché forse il concetto non è chiaro a tutti).

    Di più: la mensa, nelle scuole magentine, è un momento obbligatorio fondamentale nella formazione di un bambino. I giornali nazionali già raccontano di episodi in cui alcuni alunni sono stati lasciati senza pasto o a cui è stata servita solo dell’acqua. Lo ribadiamo, le morosità devono essere perseguite e saldate. Ma vogliamo davvero che siano i bambini a pagare le colpe dei genitori?”

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