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A Jon Robert Cavaiani, Medaglia d’Oro nel campo dell’Onore: il ricordo di un cugino turbighese

TURBIGO – Quello che segue è il ricordo che Albino Garavaglia da Turbigo, figlio di Maria Bianchi, scritto in occasione del 5° anniversario della morte di Jon Robert Cavaiani, Sergente Maggiore e Medaglia d’Onore per le sue azioni nel Vietnam, prigioniero di guerra e leggenda delle Forze Speciali americane. L’eroe ‘americano’ era un nipote di due giovani sposi turbighesi che, nei primi anni del Novecento, emigrarono in America.

Le cause che spinsero gli emigranti a lasciare l’Italia non erano sempre le stesse, nella maggior parte dei casi la causa dell’emigrazione derivava dalla crescita demografica e dall’economia agricola con ricorrenti carestie e dalla disoccupazione della classe artigiana, conseguente all’inizio dell’industrializzazione dell’Altomilanese.
LA FAMIGLIA TURBIGHESE – Carlo Cavaiani (contadino), turbighese (1889-1959) era figlio di Luigi (1852-1929) e di Maria Cavaiani (1858-1926). Il padre Luigi era l’ottavo figlio del barcaiolo Giovanni e di Teresa Bianchi, i quali abitavano in contrada Fredda a Turbigo. Carlo, il 21 ottobre 1911, sposò Maria Cesarina Bianchi (1), nata a Turbigo (1892-1987). Era la quarta dei nove figli del falegname Isidoro Bianchi (1861-1937) e di Maria Muio (1864-1947), che abitavano in Via Volta angolo contrada Fredda dove c’era anche il negozio.
Nei primi mesi del 1912 Carlo emigrò in Michigan con l’intento di andare a lavorare nelle miniere di ferro a Iron Mountains. A Turbigo rimase la moglie Cesarina in attesa di un figlio. Mario nacque il 28 ottobre 1912 e, nel luglio 1913, anche Cesarina raggiunse il suo Carlo in America, dove nel 1914 nacque Virginia. Servivano maggiore entrate per la famiglia allargata e i Cavaiani pensarono di lasciare il Michigan per l’Utah, dove Carlo sarebbe andato a lavorare nelle miniere di carbone a Castle Gate, con l’obiettivo di guadagnare di più. Qui, il 28 marzo 1916, nacque Franck. Fu allora che Carlo, sentendo forte il richiamo della campagna delle sue origini, nel 1918, prese armi e bagagli e si trasferì a Richmont (California) puntando tutto quanto aveva accumulato sull’agricoltura. Il 27 luglio 1919 nacque il suo quarto figlio Ugo. Sarà lui il protagonista della storia di Jon Robert Cavaiani, del quale parleremo più avanti.
Nel 1922 la famiglia Cavaiani si trasferì definitivamente a Ballico, contea di Mercede, dove Carlo acquistò terreni agricoli e frutteti, impiantandovi un’azienda agricola. Nel frattempo, Virginia sposò un italoamericano e lasciò la casa natale. Anche Franck e Ugo, pur rimanendo a Ballico, acquistarono dei frutteti e si associarono all’azienda agricola del padre, per essere più competitivi sul mercato e promuovere la cooperativa di cui il padre Carlo il figlio Mario, erano soci.
JON ROBERT CAVAIANI. Ora che abbiamo descritto le vicissitudini della famiglia originaria raccontiamo la storia di Jon Robert, nato a Royston, nello Yorkshire, in Inghilterra il 2 agosto 1943. Il padre biologico americano, Orrin Arthur Lemmons (1923-1985), noto come Pete, era nell’esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale e combatté in Normandia e in Francia. La madre Dorothy Mary Gresty (1926-2002) rimase lontana, per la maggior parte del tempo, dopo il matrimonio avvenuto nel 1943. Jon aveva un fratello, Carl, nato nel 1944 in Inghilterra. I ragazzi furono mandati. il 19 agosto 1946, negli Stati Uniti per vivere con il loro zio Vernon Lemmons, fratello maggiore di Pete. Vernon e la sua famiglia vivevano a Riverbanck, in California e Jon e Carl vi rimasero per circa tre anni. Finita la guerra Pete e Dorothy tornarono in America, ma divorziarono poco dopo. La madre di Jon e Carl, Dorothy Mary Gresty, dopo il divorzio da Lemmons si trasferì a Ballico e qui sposò Ugo Cavaiani (1968) portando con sé i due figli che iniziarono a lavorare nell’azienda di Ugo. Poco dopo divennero cittadini americani. Alla fine degli anni Sessanta, Ugo adottò i ragazzi con il consenso di Pete che, nel frattempo, aveva formato una nuova famiglia. Jon si laureò alla Livingston Higt School e frequentò il California Polytechnic Institute di San Luis Obispo. Il 7 maggio 1969, a Fresno in California, Jon si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti e fu addestrato come infantryman (fante). Nonostante fosse classificato come ‘4-F’, a causa di una allergia alle punture di api, incontrò un medico che gli risolse il problema in modo che potesse essere riclassificato.
Dopo l’addestramento nelle Forze Speciali, nell’agosto 1970 fu inviato nel Sud-Est asiatico, Vietnam del Sud. All’inizio fu nominato consulente agricolo per i Corps, in qualità di veterinario perché aveva esperienza nel settore dell’agricoltura. Si distinse subito per l’audacia, rischiando la vita in azioni di guerra nel Vietnam. Successe che comandava un plotone che aveva il compito di assicurare la sicurezza ad una stazione radio isolata all’interno del territorio nemico. Lì, la mattina del 4 giugno 1971, l’intero campo fu investito da una forza nemica con una notevole capacità di fuoco. Nella situazione, con disprezzo del pericolo, il Cavaiani si esponeva ripetutamente al fuoco nemico, spostandosi nel perimetro del campo, dirigendo il fuoco del suo plotone e lottando disperatamente per la sopravvivenza dei suoi uomini utilizzando tutte le armi possibili per resistere. Rimase a terra a dirigere le operazioni degli elicotteri che evacuavano il suo plotone, ma la persistenza del fuoco nemico gli impedì di lasciare il campo. Durante la notte si diede da fare. con alcuni dei suoi soldati rimasti. per rafforzare le difese. Ma la mattina seguente, il 5 giugno 1971, i vietnamiti lanciarono un massiccio attacco di terra nel tentativo di annientare completamente la piccola forza americana rimasta. I khmer avanzarono sparando prima un grosso volume di armi automatiche e granate, mentre un secondo gruppo lanciava bombe a mano contro gli assediati. Visto che la difesa non era in grado di regegre l’irruenta carica nemica, il sergente Jon Cavaiani ordinò ai suoi uomini di tentare la fuga, mentre lui, con un fuoco incessante, avrebbe cercato di coprire la loro ritirata. E così fece. Recuperò una mitragliatrice, si alzò in piedi, esponendosi completamente al pesante fuoco nemico e iniziò a sparare ad ampio raggio verso i vietnamiti in avanzata. Mentre infliggeva gravi perdite alle forze nemiche fu ferito numerose volte, ma non cadde! Così facendo la maggior parte dei restanti membri del plotone riuscirono a fuggire. Lui ferito fu catturato e imprigionato: aveva 120 fori di schegge e diversi fori di proiettile in corpo! Dopo aver passato 661 giorni di prigionia, prima nel campo chiamato The Plantation e poi spostato, il 27 dicembre 1972, in quello di Hanoi Hilton fu rilasciato dal Governo provvisorio del Vietnam il 27 Aprile 1973, durante l’operazione Homecoming (Operazione Ritorno). Ricevette la Medaglia d’Onore, la più alta decorazione militare americana, dal presidente Gerald Ford il 12 dicembre 1974.
In seguito ebbe altri incarichi in Medio Oriente, Sud America, Europa e Sud-Est asiatico. Trascorse tre anni a Berlino come Senior Operations, Sergente Maggiore per le forze britanniche, francesi e statunitensi. Fu selezionato ed assegnato alla Forza Counter-Terrorist, élite militare degli Stati Uniti.
Le sue decorazioni militari comprendono il più alto riconoscimento militare statunitense per il valore: Medaglia Army of Onor; Legion of Merit: Bronze Star Medal con “V” per il dispositivo di Valore e una foglia Cluster Quercia; Cuore viola con 1 bronzo Cluster. (Grappolo); Medaglia servizio meritorio; Medaglia di servizio comune Commendation; Army Commendation Medal con dispositivo “V” e 3 Cluster; Servizio comune Medaglia Archievement; Medaglia Archievement dell’esercito con 1 bronzo Cluster.
Inoltre, aveva il diritto di indossare il distintivo di Pathfinder e il distintivo di paracadutista. Aveva fatto oltre 5000 lanci in caduta libera in tutto il mondo ed era orgoglioso dell’Aquila, il Globo e l’Ancora che indossava in alto a destra del bavero. Il comandante del Corpo dei Marines lo riconobbe come Marine Onorario. Un grande onore che solo pochi avevano ricevuto.
Il Sergente Maggiore Jon Robert Cavaiani si congedò il 31 maggio 1990 dopo 21 anni di servizio.
Disse che sarebbe andato a coltivare pesche nella sua fattoria di 294 acri in Columbia nella California centrale con sua moglie Barbara E. Elf.
Quarant’anni dopo la battaglia su Hickory Hill, Jon è tornato con due compagni alla ricerca dei resti del Sergente John R. Jones. Furono rinvenuti e Jones fu sepolto con tuti gli onori al cimitero Nazionale di Arlington nel 2012.
Jon Robert Cavaiani è morto il 29 luglio 2014 all’età di 70 anni a Stanford, in California.
Aveva la sindrome mielodisplastica (leucemia). Il funerale di Stato si è svolto il 5 novembre 2014 con tutti gli onori militari ed è stato sepolto nel Cimitero Nazionale di Arlington in Virginia. Cinque anni fa, un ulteriore motivo per il suo ricordo da parte di Albino Garavaglia (classe 1934), figlio di Bianchi Maria, cugino turbighese dell’eroe del Vietnam.

NOTE
1 – La zia Cesarina è sempre stata registrata come Mary Cavaiani (Bianchi). Zia perché sorella della madre di chi scrive, Maria Bianchi, figlia di Isidoro Bianchi e Maria Muio. Con la famiglia americana dei Cavaiani c’è sempre stato un ottimo rapporto. Frequenti le visite in Italia della zia e dei figli con le rispettive famiglie e che continua tutt’oggi con i cugini.

FOTO Il funerale di cinque anni fa. La bara è accompagnata dalle due figlie

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