A Bernate vincono i Nimby: niente forno funerario, il sindaco si arrende

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    BERNATE TICINO – Contrordine cittadini. Niente più forno crematorio a Bernate Ticino. Nel piccolo paese da 3mila abitanti in riva al Naviglio si parlava da settimane del progetto (abbozzato, preliminarmente accettato dalla Regione Lombardia ma ovviamente non ancora definito e approvato) di costruzione di un tempio funebre crematorio a ridosso del cimitero di Bernate. Struttura mancante in TUTTO l’est Ticino. Il sindaco Mariapia Colombo aveva cercato di rasserenare gli animi, ma la contrarietà dell’opposizione e di diversi cittadini ha spinto Bernate a dare forfeit. Ecco il post pubblicato dal primo cittadino su Facebook:

    Cari concittadini,

    in questi giorni sono stata contattata e ho incontrato molti di voi che mi hanno espresso i loro pensieri e le loro considerazioni rispetto al forno crematorio, così come molti saranno coloro che hanno firmato e firmeranno la petizione contro la sua realizzazione.
    Come già preannunciato nei miei precedenti comunicati, l’opinione dei cittadini è importante e di conseguenza è tenuta in debita considerazione.
    Nel rispetto della volontà della cittadinanza, nella seduta di Giunta di questa sera – nella sua nuova composizione a seguito delle dimissioni di Marzia Techiatti – si è deciso di inoltrare a Regione Lombardia richiesta di annullamento e di archiviazione dell’istanza relativa alla manifestazione di interesse nello sviluppo della rete di impianti di cremazione in Lombardia.
    Nella giornata di domani (l’altro ieri, nda) sarà formalizzata la comunicazione alla Regione. Concedetemi di ribadire che si era ancora in una fase istruttoria della proposta progettuale e nessuna decisione era stata assunta.
    Avremmo potuto fornire tutte le rassicurazioni di tutela dell’ambiente e della salute senza trascurare il beneficio economico certo per le casse comunali per un lungo periodo, ma subito è emerso il NO alla realizzazione del forno a Bernate.
    Il clima che ha dominato e domina Bernate in questi giorni, i toni usati, le espressioni per lo più fuori luogo – e tutto questo ancor prima della raccolta delle firme – ci hanno portato a chiedere l’annullamento della manifestazione di interesse presentata.
    Cordialmente.
    Il Sindaco
    Mariapia Colombo
    Davvero un peccato soprattutto il passaggio nel quale il primo cittadino parla dei toni al confine della violenza verbale che come sempre sono sfociati in post sui social colmi di livore.
    Da tempo, il mondo anglosassone ha coniato un termine per identificare tale atteggiamento: Nimby, acronimo che sta per Not In My Back Yayd, “non nel mio cortile”. La cosiddetta sindrome Nimby è da tempo una realtà con cui le amministrazioni pubbliche e le grandi aziende devono fare i conti. Quando c’è di mezzo la parola Nimby le polemiche non mancano mai e talvolta è molto difficile prendere posizione: si stanno calpestando i diritti delle piccole comunità oppure le proteste di un gruppo esiguo di persone stanno paralizzando interi settori produttivi?
    La domanda resta. Ma non a Bernate, dove i Nimby (ancora una volta) hanno vinto.
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