Lettera all’Abbiategrasso.. del 2042, di Fabio Baroni

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 

ABBIATEGRASSO – Cara Abbiategrasso, parlo a te, parlo a quella che vorrei tu fossi tra 20 anni.

Una città che abbia dimenticato la malinconia della crisi, con i suoi capannoni abbandonati, memorie della gloria che non c’è più e non tornerà, almeno non sotto quelle forme. Una città che riesca ad uscire dall’ombelico dei suoi soliti temi e ansie, che riesca a gettare il proprio amo più lontano della sua riva sicura dove ormai i pesci son sempre quelli e guardi fuori dai suoi confini per tornare attrattiva, che trovi una sua identità e diventi un riferimento.

Ma tu mi chiederai, come farò a divenire questa?

E’ semplice, ovviamente, a parole e nei fatti sarà più faticoso, ma chi non fatica non ottiene e te lo spiego: devi riscoprire le tue origini, che sono fatte di laboriosità agricola e nella moda. Forse ti sei dimenticata che hai dato i natali al grande Moschino.

Ebbene questi sono già due solidi punti su cui puntare i tuoi chiodi e risalire la china, dialogando con le istituzioni delle imprese, le associazioni di categoria e le università. Il tuo sindaco e la sua giunta devono essere punti di dialogo e incontro, instancabili, per attrarre talenti. Perché dunque non prendere i tuoi spazi vuoti e farne dei terreni fertili di menti che studiano nuovi metodi e nuove tecnologie che miglioreranno la resa dei tuoi verdi e rigogliosi campi, che sappiano tutelare il tuo ambiente e il tuo territorio che in alcuni punti è ancora primitivo e degno della più alta considerazione?

Certo per attrarre oltre alle sedi, serviranno accordi, progetti, etc. ma tutto questo non può non esistere nemmeno sulla carta se non impari a guardare oltre.

Lo stesso discorso vale per la moda, creando spazi di lavoro per giovani stilisti, a prezzo calmierato, con agevolazioni per sviluppare la propria arte. Questa economia fertile ti porterà a pensare ancora più in grande e a portare la settimana della moda anche alle tue porte, nella elegante e così perfetta cornice di palazzo Stampa, dove il naviglio ti farà brillare come il Canal Grande di Venezia.

I giovani saranno i veri play-maker, i registi per i nostalgici del lessico calcistico. Ora i giovani vivono questa città solo come pendolari o come svago per quel poco che gli si offre. Ben venga ovviamente l’opera quotidiana dei bar e dei locali che creano punti di incontro, nonché la nostra biblioteca, spazio e faro della nostra cultura, ma tutto questo non basta.

Servono un cinema, un teatro, spazi di cultura dove le associazioni che già esistono possano mettere in mostra il frutto della loro missione, stimoli lavorativi, eventi cittadini che facciano riscoprire un senso di comunità al tuo interno. Negli ultimi anni l’impegno della città per promuovere il buon cibo, la cultura slow, con eventi che ormai sono fissi sono sicuramente un ottimo inizio e si possono affiancare nuove idee.

Per cambiare non dovrai, però, guardare solo ai grandi temi e ai grandi progetti, ma anche nei piccoli e nei tuoi dettagli.

Ti doterai di un mercato coperto per permettere in qualsiasi condizione metereologica agli ambulanti di svolgere la propria attività, magari in uno spazio più grande e meno impattante sulla viabilità cittadina. Un mercato la cui copertura sia fatta di pannelli solari in modo da permettere di inquinare meno.

I tuoi parchi dovranno essere molto più verdi e pianterai un albero per ogni cittadino nuovo che avrai. Questi spazi che spesso sono ostaggio di bande di vandali ed incivili, in realtà rappresentano quel city-welfare di cui non ci accorgiamo finché non li viviamo: il canto degli uccelli, uno scoiattolo che passa, il silenzioso ondeggiare dei fiori..non è questo un momento per cui noi ricarichiamo le pile dalle fatiche quotidiane, dai rumori tipici della città?

I tuoi cittadini si muoveranno sempre più su itinerari fatti di due ruote e pedali e per questo dal tuo centro storico si irradieranno innumerevoli piste ciclabili verso la nostra zona ricca di cultura e tu sarai una tappa di questo pellegrinaggio offrendo B&B e tutto ciò che una casa può offrire a chi è in viaggio. Sempre all’interno di questa nuova mobilità offrirai una nuova stazione tecnologica e un miglior servizio ferroviario.

Oltre al tuo patrimonio esistente dovrai mostrare le tue radici più profonde con un museo sulla tua storia, dove si parli dei tuoi illustri personaggi (un certo Serafino Dell’Uomo di cui temo ci siamo dimenticati) e della tua quotidianità.

Sarai una città che riuscirà a digitalizzare la propria amministrazione, ma senza perdere il contatto con i tuoi cittadini più fragili, gli anziani. Già ora stai sviluppando lo studio sulle malattie come l’Alzheimer, sulle malattie della mente, etc. ma ti farai promotrice di queste problematiche con una tua scuola di specializzazione in collaborazione con la Fondazione Golgi e i maggiori istituti milanesi.

La salute non è solo ospedali, centri medici, etc. così come non è solo aria pulita e buon cibo, ma è anche sport. Abbiategrasso deve tornare ad investire nello sport, valorizzando le realtà sportive esistenti e cercando di attirarne di nuove.

Queste sono solo alcune delle cose che potresti fare per diventare un’altra ed uscire da quella patina malinconica che ti ha caratterizzato negli ultimi anni. La tua politica sarà comunque anche fatta di sicurezza, buche da rattoppare, etc. e sarà sempre così, ma all’ordinario servono azioni straordinarie per rinascere e, avviare un Rinascimento per una città dove le donne e gli uomini, in quanto cittadini, siano al centro e parte attiva di questo processo.

Fabio Baroni

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