4 marzo 2020: ‘Magenta ha un problema: il suo sindaco pro tempore’. Quanto avevamo ragione..

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MAGENTA  Il 4 marzo 2020, a pochi giorni dall’esplosione delle zone rosse e dell’emergenza Covid, Ticino Notizie pubblicò un articolo di inusitata durezza contro il sindaco Chiara Calati. Sono passati esattamente DUE ANNI, il centrodestra si appresta a scegliere Luca Del Gobbo quale candidato sindaco del centrodestra, che pertanto ha deciso di NON proseguore col sindaco pro tempore. Spesso i giornalisti scrivono palesi inessattezze e prendono granchi colossali. A distanza di due anni, quanto meno in questo (specifico) caso, possiamo dire che avevamo PERFETTAMENTE RAGIONE. E allora, (ri)leggiamolo.

Fab. Pro.

 

 

Alzi la mano chi ha visto o sentito, in queste due settimane scarse di emergenze coronavirus, un video come quello che ieri sera ha diffuso e realizzato il sindaco pro tempore di Magenta, Chiara Calati.

Avete visto i suoi colleghi di Vigevano, Abbiategrasso, Milano, o di qualsiasi città lombarda (o emiliana, serba, croata, tagika, uzbeka, uro finnica) andare su Facebook e dire, in buona sostanza, che nella sua città NON ci sono casi di coronavirus, perché quelli che risultano negli ospedali (collocati nelle città da loro governate) non vengono conteggiati dalle autorità preposte?

Ma avete visto un sindaco che si preoccupa NON di confermare la veridicità di una notizia data da due grandi professionisti come Graziano Masperi o la collega Valentina Pagani, ma solo di rassicurare (genericamente) chi la sta guardando?

C’è una differenza tra loro e lei, signor sindaco pro tempo di Magenta Chiara Calati. E la differenza è che mentre Masperi e la Pagani fanno questo lavoro da 20 anni, noi che cosa facesse lei 20 anni fa non lo sappiamo e non ci importa. Sappiamo che NON faceva politica, e si vede. Personalmente ritengo qualsiasi attività rispettabile, anche quella di educanda della Congrega Gesù Buon Pastore,ma la politica (e la comunicazione politica) esige MESTIERE. Esige ESPERIENZA. Quella di cui Lei, gentile signor sindaco, è sprovvista. Non è una colpa, ma è una carenza esiziale.

 

Avremmo gradito che Lei, ieri, anteponesse alla sua breve dissertazione sulla contabilità dei contagiati e dei dispacci  che la notizia data corrispondeva al VERO, perché di questo si tratta. E che noi abbiamo SEMPRE mantenuto un rigore nel dare le notizie, anche quando ci sarebbe convenuto diffondere voci o si dice, relativi a Magenta e non solo, che peraltro in alcuni casi si sono rivelati FONDATI, ma NON lo abbiamo fatto perché questo quotidiano on line ha sempre prediletto il dibattito ideale, l’elevazione dei toni, il pensiero.

Tutte attività che avrebbero tratto beneficio da un sindaco maggiormente capace, secondo noi, di gestire il presente e il futuro di una città come Magenta. Non di un sindaco che vede Boffalora, 4500 abitanti, lanciare il più grande piano industriale degli ultimi 30 anni, mentre Magenta è al palo. Che vede la quasi contigua Trecate attirare un polo della moda da oltre 350 addetti, mentre Magenta rimane al palo. Che lascia fare Corbetta, lasciando che apra un centro commerciale senza che sia sistemata la viabilità scazonte al confine con Magenta. Che parla di fantomatiche porte verdi, quando lungo le strisce di asfalto a fianco del verde noi è anni che vediamo voragini. Che non ci ha ancora detto, a 3 anni dal suo insediamento, perché ha deciso di ‘cassare’ il piano Novaceta pronto su un piatto d’argento ed elaborato dal Partito Democratico (scelta legittima, ci mancherebbe) senza però dire, a noi e alla città, cosa intenda realizzare su quell’area strategica per la città.

Troppe volte, in questi 3 anni, abbiamo messo la sordina ai lamenti di imprenditori, professionisti e realtà produttive che con noi si sono lamentate di atteggiamenti inconcludenti di questa Amministrazione (che essi stessi, in larga parte, avevano votato e sostenuto).

Troppe volte ci siamo zittiti, nel constatare come le scelte di comunicazione  adottate dal sindaco pro tempore di Magenta (oggi la politica è fatta al 90% di comunicazione e di capacità comunicativa) fossero bizzarre.

Ma dopo quanto abbiamo visto ieri, rimanendo francamente senza parole, ci rimangono pochissime speranze.

Del resto, come riportammo pochi mesi fa senza aggiungere commenti che sarebbero risultati sgradevoli, il martedì mattina durante il quale il sindaco di Boffalora convocava autorità, cittadini e stampa per la presentazione del piano Vetropack (250 milioni di euro di investimento con centinaia di nuovi posti di lavoro nell’arco dei prossimi anni sull’area ex Saffa) il sindaco pro tempore di Magenta NON era in sala.

Altri impegni, ci fu riferito dalle autorità boffaloresi. La sera stessa ricordiamo il sindaco pro tempore di Magenta presenziare all’inaugurazione di un ristorante di cucina orientale. Che nel frattempo ha già chiuso. Spiacevole- quanto esemplare- metafora.

Chiara Calati sindaco dell’effimero, come nella stagione di Renato Nicolini a Roma? Non credo. Quelli erano partiti seri. E quell’effimero fondato su un pensiero (e una comunicazione) del tutto estranei, a nostro modo di vedere, nell’operato dell’inquilino pro tempore di piazza Formenti.

Per fortuna, in democrazia, ogni 5 anni lo si può confermare o sfrattare. E ne mancano appena due. E allora vedremo se le nostre osservazioni sono fondate o sono critiche sterili (e infondate): parole come queste, parole come pietre, rimangono. E chi scrive è pronto  a fare ammenda e ammettere il proprio errore, se del caso. Vedremo se varrà lo stesso per il bersaglio delle nostre critiche, il quale sino ad oggi ci è parso poco avvezzo all’autocritica.

Nel frattempo, al sindaco pro tempore, offriamo l’opportunità di riflettere sule parole senza tempo di un gigante come Paolo Cirino Pomicino, che spiegò in modo luminoso cosa è (e cosa significa) fare politica.

Dalle parti di piazza Formenti urge un pronto ripasso dei ‘fondamentali’. Del tutto assenti da quanto il sindaco, spesse volte e secondo noi, dice e va dicendo.

Fabrizio Provera

 

Ricordava Platone che chi non sa fare un paio di scarpe non si metterà mai a fare il calzolaio, così come  chi non sa di medicina non curerà mai gli ammalati. Tutti, però, si ritengono all’altezza di guidare lo Stato e il paese. Nessuna scuola, professionale o classica che sia, potrà mai dare quel profilo culturale e di sensibilità che la politica richiede. È nella vita delle associazioni ma innanzitutto in quella dei partiti che si apprendono e dialetticamente si accettano strategie e programmi. È negli enti locali che si matura la prima esperienza, ci si confronta con il potere amministrativo e con la capacità di applicare le proprie idee nella realtà quotidiana. E infine è nell’attività legislativa parlamentare che si assume una visione d’insieme dei bisogni e delle risposte che essi sollecitano, allenandosi a mantenere sempre viva l’attenzione sugli effetti che una norma legislativa produrrà sul corpo vivo della società e dei suoi legittimi interessi” 

Paolo Cirino Pomicino

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