Ucraina/2, parla Nicolai Linin: condanno aggressione, ma la questione è complessa. Europa chiami Angela Merkel

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MILANO   “L’unica cosa che la Ue e la Nato dovrebbero fare “è rivolgersi ad Angela Merkel: è l’unica persona possibile, non c’è un altro politico di spessore in grado di mettersi al tavolo del negoziato con Putin e dialogare. Merkel è molto rispettata da Putin”.

E’ quanto afferma all’Adnkronos lo scrittore Nicolai Lilin, autore di ‘Educazione Siberiana’ e del libro su ‘Putin L’ultimo zar’, riguardo ai possibili piani della Russia anche alla luce delle parole del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko.

Lo scrittore critica l’atteggiamento del presidente ucraino Zelenskyj:
“Quando sei invaso e la soluzione che applichi è armare ragazzini a mio avviso non c’è in questo nulla di politica, ma solo una grande irresponsabilità e mancanza di maturità umana – commenta – Questo sacrificio per la patria di cui tutti parlano è altamente pericoloso per loro stessi”.

“Io condanno ciò che accade, la guerra e l’aggressione, ma va fatta un’analisi con freddezza: l’Ucraina è una questione storica – osserva lo scrittore – L’Occidente in questi anni non è riuscito a interpretare tutto ciò che è l’Est, trasformandosi in una in società di totale consumo ha perso la sua identità intellettuale.
Finché arriva il gas russo, finché gli oligarchi russi arrivano qui e comprano aziende, società di calcio e immobili va bene perché sono soldi che arrivano, ma non ci si è sofferma sulle conseguenze, sul peso politico delle persone con cui ci confronta”.

“Putin – prosegue Lilin – da anni ci mette davanti ai problemi che lo turbano: da quando è arrivato al potere ha iniziato a includere l’Ucraina tra i problemi della Russia e non ha fatto altro che invitare l’Occidente ad approfondire questa materia. Si diceva preoccupato dell’allargamento della Nato ad Est. L’Ucraina è uno dei pretesti dove si sono scontrati gli interessi, ma non si può liquidare tutto ciò con parole tipo ‘Putin assassino o pazzo invasore'”.

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