#SANREMOSUTNDALDIVANO, donne e look indimenticabili: torna la nostra Emanuela Arcidiacono

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E’ innegabile come il Festival di Sanremo sia un punto di vista particolare sulla storia del costume e della televisione italiana. Lo ‘specchio del Paese’, come spesso si sente dire. In questo nostro speciale viaggio in attesa della 72esima edizione della kermesse oggi ci focalizzeremo su un particolare aspetto della presenza femminile sul palco dell’Ariston.

Abbiamo già affrontato l’aspetto del ruolo che hanno rivestito le donne a Sanremo: da valletta, come voleva la tv del tempo, fino all’evoluzione in co-conduttrice delle ultime edizioni. Come in tutta la tv generalista, specie in prima serata, l’immagine prevalente all’inizio è stata quella angelicata di moglie e madre.

 

Ma la donna è anche simpatica e adorabile, come quello del 1998 condotto con il suo estremo garbo e la grande ironia da Raimondo Vianello Veronica Pivetti, i cui tempi comici risultano perfetti per il conduttore. Tutto impreziosita dalla splendida ed eterea Eva Herzigova. Oppure come il tributo alla giovane diva nell’ammirazione costante mostrata nel 1999 dal presentatore e direttore artistico Fabio Fazio nei confronti di una giovanissima Letizia Casta.

Negli Anni Duemila, siamo precisamente 2009, Paolo Bonolis, ha il vantaggio di essere il conduttore-mattatore, tutto in uno, e sceglie per completarsi l’etoile Eleonora Abbagnato: eleganza e classe innata non le impediranno di arrivare al cuore del pubblico. Nel 2013 è Bianca Balti, che scegliamo per includere l’ultima di una lunga serie di top model, che arriva direttamente dalle passerelle internazionale. Donne splendide, tanto da correre il rischio di quell’alterigia dovuta alla bellezza e ad un mestiere da sogno, che riescono a conquistare affetto e consensi, purché possano rivelare la propria personalità, sul palco del Festival. Come la Balti con il suo spirito ribelle, la sua risata fragorosa ed il sorriso spontaneo.

Antonella Clerici e la piccola Maelle
Se dovessi scegliere l’immagine che più mi evoca qualcosa del Festival di Sanremo, non avrei dubbi nell’indicare Antonella Clerici, seduta al bordo del palco dell’Ariston, che si fa abbracciare dalla piccola Maelle.

Anna Oxa: la trasgressione a Sanremo

Chi ha osato di più a Sanremo? Tutti quelli che l’hanno vista all’epoca vi risponderanno: Anna Oxa. Scolpito nella mia memoria, nonostante fossi una bambina, c’è l’edizione del 1994, targata Pippo Baudo, per la prima volta anche direttore artistico.
L’interprete barese, da sempre eclettica, decise di optare per un look sofisticato, estremamente sexy creato apposta per lei da Gianni Versace. La sua immagine: capelli raccolti biondo miele, trucco etereo nei toni laminati che riprendono i preziosi abiti, un atteggiamento da dea della guerra, consegna alla storia del Festival uno dei suoi brani più celebri, Senza Pietà.

I monologhi: finalmente le donne parlanti

Infine tornando ai giorni nostri, non si può non fare un cenno ad Elodie. Il suo monologo, così toccante, in un momento così difficile per il Paese. Soprattutto per i più giovani, sentire dichiarare da un loro idolo che è sbagliato non sentirsi all’altezza, che è necessario sapersi mettere in gioco, che se anche la vita ci pone di fronte degli ostacoli, se volessimo, noi potremmo superarli, è stato davvero importante. Erano a causa della pandemia in molti forse per la prima volta davanti alla Tv. Soprattutto, è degno di nota l’aver dichiarato, mettendosi a nudo, che non è semplice farlo; che non è semplice non sentirsi all’altezza; ma bisogna impegnarsi e rischiare.

Emanuela Arcidiacono (da www.velvetgossip.it)

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