Benessere e salute con il Poliambulatorio Santa Crescenzia: a tu per tu con il dottor Norman Salvetti

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Il dottor Norman Salvetti

Prosegue il viaggio di Ticino Notizie tra ben-essere e salute insieme ai medici del Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta. Questa  volta siamo entrati nel Centro Clinico di Psicoterapia e Psicologia per conoscere il dottor Norman Salvetti, che è un pilastro di questa struttura, visto che vi ha iniziato a collaborare, nell’ormai lontano 2006, quindi, ben tre lustri or sono.

MAGENTA – Il dottor Salvetti, all’interno del Centro diretto dal dottor Andrea Rocchitelli, è nel dettaglio specializzato in “Psicologia del Ciclo della Vita”. Lo specialista, infatti, si occupa di psicodiagnosi in età infantile ed adolescenziale, (per oltre un decennio è stato tra i membri effettivi dell'”Apsa” Associazione per lo studio dell’adolescenza),  nonché della presa in carico del singolo individuo oltre che del suo nucleo familiare. I colloqui dunque spesso sono estesi ai genitori il cui coinvolgimento è fondamentale per un percorso positivo e costruttivo che porti all’accettazione e alla comprensione delle problematiche dei figli.
Altro ambito nel quale il dottor Salvetti lavora da tempo è quello scolastico. Da moltissimi anni infatti collabora con il polo didattico di Rescalda (frazione di Rescaldina) nel Legnanese dove con i ragazzi delle medie si occupa del tema dell’affettività.
Indubbiamente il mondo che rappresenta il ‘cuore’ nell’attività dello psicologo è ricco di particolari stimoli e, non di meno, è stato forse tra quelli che più ha subito e sta subendo le conseguenze dovute a questa pandemia che ancora fa paura e anche quest’inverno si sta riproponendo seppur con numeri meno impattanti.
Ma non solo. “Perché  – spiega il medico che si è laureato a Padova per poi specializzarsi a Milano – mi capita spesso di occuparmi anche di giovani adulti, oltre che di adulti stessi”.
Indubbiamente col Covid i disturbi legati all’ansia, così come gli attacchi di panico sono cresciuti in modo esponenziale. Vediamo come il dottor Salvetti si approccia ai suoi pazienti.
“Seguo l’orientamento psicodinamico.Con i bambini attraverso il gioco e il disegno. La messa in scena di storie, senz’altro è molto utile per far emergere eventuali forme di disagio che certo per i più piccoli è più difficile esprimere”.
Altra palestra importante per il dottor Salvetti è quella rappresentata dal servizio Tutela Minori del Magentino. “Qui arrivano  storie molto più estreme e multiproblematiche e proprio per questo si tratta di un campo di formazione importantissimo”.
E sono proprio queste situazioni familiari già potenzialmente “border line” che sono finite per diventare dirompenti durante il lockdown. “Diciamo che si è creato un mix esplosivo – argomenta Salvetti – da un lato, la conflittualità familiare, dall’altro le difficoltà economiche che hanno finito per diventare catastrofiche”.
L’ambito della Tutela Minori viene visto come tale da Salvetti soprattutto perché le persone con cui si lavora spesso non riconoscono di trovarsi in difficoltà. E perciò fanno più fatica ad essere collaborative.
Di certo, il poter lavorare con gli adolescenti, al di fuori della Tutela Minori, appare forse come il contesto migliore per il nostro professionista. “A livello psicologico la prima cosa da fare è l’accettazione di un disagio e oggi i nostri ragazzi hanno superato i retaggi culturali e gli stereotipi del passato.Ergo, si rivolgono allo specialista senza remore”.
Nei bambini, ovviamente, come si diceva già in premessa, il primo interlocutore sono i genitori. Qui l’approccio di Salvetti è impostato sul reciproco rispetto delle parti: “Il genitore deve potersi fidare – rimarca il professionista – perché ciò sia possibile serve comprensione e non colpevolizzazione. Affinché questo percorso abbia successo i genitori debbono diventare alleati e non certo ostacolare l’attività dello psicoterapeuta”.
Va da sé che è impossibile generalizzare e incastonare dentro a steccati precisi l’attività del dottor Salvetti. “Sono percorsi che talvolta possono durare molto, tanto più in base agli obiettivi che ci si prefigge”. Da questo punto di vista l’attività con il proprio psicologo è simile a quello che lo sportivo mette in atto con il proprio trainer.
Non a caso Salvetti ‘ruba’ una metafora da questo mondo: “Avviene esattamente lo stesso. Tutti noi sappiamo che se non siamo adeguatamente allenati, dobbiamo essere disposti ad andare in palestra per parecchio tempo, finché non saremo in grado di raggiungere certe performance. Stessa cosa avviene con lo psicologo: non posso pretendere di raggiungere il mio completo benessere con tre o quattro sedute…”. Questo a dimostrazione che dietro al lavoro del terapeuta c’è un rigore preciso e non si può certo scambiare questi seri e competenti professionisti con sciamani o stregoni….
Tra le attività certamente particolari che Salvetti porta avanti c’è infine quella con madri poco più che adolescenti giovanissime e il loro piccolo. Il metodo portato avanti da Salvetti merita certamente di essere raccontato. “Qui si fa terapia a casa. Più nello specifico, si lavora con una seduta di gioco madre-figlio che vengono filmati in questi loro momenti intimi (ovviamente con il loro consenso). Dopodiché questi video vengono rivisti insieme. L’effetto terapeutico per la mamma è importantissimo, perché rivedendosi apprezza e riesce a focalizzare meglio il suo ruolo che in qualche modo tende a rifiutare o a vivere molto male”.
In chiosa, un passaggio sulle scuole materne e, soprattutto, sull’importanza della prevenzione rispetto a certe problematiche di natura psicopedagogica che  ‘esplodono’ con l’arrivo alla scuola primaria.
“Purtroppo – chiude Salvetti – la tendenza, anche quando si palesano difficoltà importanti nel bambino, è quella di attendere, demandando al momento dell’inserimento nelle Scuole elementari eventuali decisioni o interventi.  Non per cattiva volontà degli insegnanti o dei genitori, ma perché non è facile distinguere a questa età difficoltà momentanee da quelle già più strutturate. Questo rischia di far perdere del tempo prezioso che potrebbe già essere messo a frutto per il percorso di pieno recupero delle potenzialità del bambino”.  
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