Salute: Sigmoidoscopia taglia del 40% la mortalita’ per cancro al colon

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Basta un solo esame nella vita. I dati arrivano da sperimentazione italiana

 

ROMA – Una sola sigmoidoscopia eseguita tra i 55 e i 64 anni taglia di quasi il 40% il rischio di morire di cancro del colon retto nei successivi 20 anni secondo uno studio italiano (SCORE) pubblicato sugli Annals of Internal Medicine.
La ricerca ha coinvolto sei centri italiani (Arezzo, Biella, Genova, Milano, Rimini, Torino) coordinati dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Citta’ della Salute e della Scienza di Torino. Per quasi 20 anni i ricercatori ha seguito circa 34 mila persone invitate a eseguire lo screening con la sigmoidoscopia, un esame simile alla colonscopia ma molto meno invasivo, che permette di vedere l’ultima parte dell’intestino (quella che va dal sigma all’ano) dove si stima insorgano il 70% dei polipi e dei tumori del colon. A oggi, nelle persone che avevano eseguito lo screening e’ stata osservata una riduzione dei casi di cancro al colon del 33% rispetto al gruppo di controllo e un abbattimento del rischio di morte del 39%.

“L’aspetto importante e’ che la riduzione della mortalita’ e’ legata per l’80% alla riduzione dell’incidenza del tumore al colon”, spiega all’ANSA il coordinatore dello studio Carlo Senore, del Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte. “Vale a dire che, grazie alla possibilita’ di rimuovere durante l’esame gli adenomi – i comuni polipi -, la sigmoidoscopia permette, non solo di identificare il cancro in fase precoce e quindi quando e’ piu’ curabile, ma anche di evitare completamente la malattia con il suo carico di sofferenza e di costi”.
A oggi la sigmoidoscopia e’ utilizzata come esame di screening solo in Piemonte. Nelle altre regioni lo screening per il cancro del colon retto prevede l’esecuzione del test per la ricerca del sangue occulto nelle feci da ripetere ogni due anni.

 

 

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