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‘Tu sei sacerdote in eterno’: Inveruno ha accolto don Marco Zappa- di Emanuela Arcidiacono

E' il nuovo prevosto delle parrocchie di Inveruno e Furato

 

INVERUNO –  Le comunità parrocchiali di San Martino ad Inveruno e di Santa Maria Nascente a Furato hanno accolto ufficialmente -nella giornata di ieri- Don Marco Zappa come nuovo Parroco.

L’insediamento del sacerdote risale al mese di giugno, ma la cerimonia dedicata all’ufficializzazione della sua nomina è avvenuta ieri.
E sicuramente non si tratta di un caso. Don Marco Zappa, particolarmente devoto alla Vergine Maria, ha scelto la festa dell’Immacolata Concezione, per celebrare davanti a Dio ed a tutti i suoi nuovi parrocchiani, l’ingresso nella nostra chiesa.
Chiesa che avrà il compito di rendere sempre più unita, sempre più comunità, avendo l’onere di doversi occupare di due parrocchie separate, che da oggi diventeranno una sola.
Averne udito le parole, averne percepito la profondissima fede, aver compreso quanto il suo amore per Cristo sia forte, lascia sottintendere che, nonostante il compito assegnatogli sia particolarmente gravoso, sicuramente questo sacerdote riuscirà con successo nel proprio intento.
Originario di Cantù, ordinato sacerdote dal cardinale Carlo Maria Martini nel 2000, Don Marco Zappa è arrivato ad Inveruno e Furato nel mese di giugno e sembra essere già entrato nel vivo della nostra comunità e nel cuore di tutti i parrocchiani ed i cittadini.
Non ricordo da tempo immemore di aver visto la chiesa così gremita, tanto da non lasciare spazio, neppure in piedi, per tutti i fedeli che desideravano partecipare insieme a lui al suo insediamento.
È stato davvero molto emozionante vederlo arrivare, preceduto dalla banda e da “un esercito” di sacerdoti, giunti da tutte le parrocchie del decanato, per sostenerlo, per festeggiarlo, e per concelebrare con lui.
Poter osservare da vicino lo sguardo di Don Marco mentre per 3 volte ha bussato sulle porte della Chiesa, in attesa che venissero spalancate, è stato intenso: ha dato di sì l’immagine di un uomo serio, concentrato, con il pragmatismo tipico del brianzolo ma anche con un profondo senso di trascendenza e di attaccamento alla fede, che prendeva possesso per la prima volta della ‘sua’ chiesa.
Visibilmente emozionato, ha affascinato tutti i parrocchiani con i suoi gesti decisi, con la ritualità antica legata alla celebrazione ma con il piglio giovane, attuale ed entusiasta dei suoi modi.
Durante l’omelia, dopo aver citato un brano di Guareschi, dove Don Camillo celebrava la messa nonostante vi fosse in atto un alluvione, come ad indicare la chiesa ed il campanile come luoghi da cui deve partire la speranza,
ha spiegato ai fedeli il motivo per cui durante l’elevazione si trattiene sempre qualche secondo.
In quel momento, ha detto Don Marco, citando San Giovanni, è come se in chiesa apparisse uno squarcio del cielo.
E quello squarcio è così suggestivo e necessita della giusta attenzione.
Più volte, citando il Vangelo di ieri, ha sottolineato che il Signore fosse presente con tutti noi in quell’istante, ed ha invitato tutti a vivere con gioia.
Credo che avanti con gioia sia un vero e proprio motto per il sacerdote, che sembra averne già portata molta con sè.
Intense ed emozionanti sono state tutte le parole che gli sono state rivolte dai giovani,dagli adolescenti, dai membri del consiglio pastorale, da tutti coloro che gravitano intorno alla nostra chiesa, ma anche da tutti i suoi ex parrocchiani, che hanno desiderato accompagnarlo fino a questo momento.
Mentre camminavo accanto alla processione, un ex parrocchiano di Vergiate di Don Marco mi ha sorriso e mi ha detto che essendo stato per lungo tempo il loro sacerdote, era stato inevitabile affezionarsi, tanto da volerlo salutare in questo suo momento di gioia.
Forte sull’altare è risuonata la voce di uno dei membri dell’associazione ciclistica di Robbiano, comunità da cui Don Marco proviene, che ha invitato tutti i presenti a volergli bene.
Credo che la dimostrazione dell’ affezione che la nostra comunità prova già nei confronti di questo sacerdote sia stata palesata dalla folla presente a festeggiarlo, dall’attenzione prestata alle sue parole ed ai suoi gesti, dai sorrisi che campeggiavano sui volti delle persone presenti in Chiesa.
Non ci resta che affidarlo alle cure della Madonna, che lo protegga sempre.
E ringraziarlo in anticipo per lo splendido regalo che farà alle nostre comunità, portando a Giugno 2020 la Madonna di Fatima proprio da noi.
Benvenuto Don Marco,  Inveruno e Furato sono veramente liete di averla con noi.
Emanuela Arcidiacono
Manu Arcidiacono
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Redazione

Redazione Ticino Notizie

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