Rinvenuto uno spadino in rame conficcato nell’alveo del Ticino: un rito della fecondità celtico?

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TURBIGO – Antonio Rialti, un giovane di 18 anni, innamorato del Ticino e dei suoi anfratti più nascosti, nel febbraio scorso – in un periodo di particolare magra del fiume – ha rinvenuto uno ‘spadino’ antico conficcato nell’alveo del fiume in località ‘Tre Salti’.
Insieme ad alcuni amici, aveva attraversato il ponte tibetano, girato a destra in un sentiero da poco delineato (prima della realizzazione del ponte tale area del Ticino era faticosamente raggiungibile) e raggiunto la sponda sinistra, poco a valle dal punto n cui le acque dello scaricatore ritornano al fiume. Lì, sul bagnasciuga, contornato da alcuni sassi, si innalzava, per una decina di centimetri, quello che sembrava essere un pezzo di legno ma, una volta preso tra le mani e faticosamente estratto, è risultato essere uno spadino di rame, ricoperto dal verde dell’ossido.
Vista la storia del luogo si è pensato fosse una baionetta di una delle tante guerre che hanno funestato il territorio, ma poi si è cominciato ad andare più indietro. Google ha aiutato a trovare qualcosa di corrispondente. L’analisi più attenta da parte dello scopritore ha permesso di vedere simboli (sole, stelle…) presenti sulla lama. Da qui la certezza che si trattasse di qualcosa di importante dal punto di vista storico per cui lo spadino è stato consegnato al Comando della Polizia Locale e registrato come ‘Cosa Ritrovata’, in attesa di ulteriori approfondimenti.
Quando si dice che il Ticino è lo scrigno di antiche civiltà, si dice cosa vera e dobbiamo ringraziare i Sindaci che negli anni Settanta del secolo scorso si diedero da fare per tutelarlo, facendolo diventare il primo parco fluviale della Lombardia. L’idea degli amatori è che sia stato lo stesso fiume a far affiorare dalla nebbia dei tempi la spada, rimuovendo il fondo dell’alveo nel quale era stata sepolta (a qualche metro di profondità) per millenni.
Le ipotesi suffragate da alcuni studiosi affondano nella storia millenaria del territorio. Prima la cosiddetta cultura di Golasecca, poco a monte del punto in cui è avvenuto il ritrovamento.
Il lago Maggiore (Verbano) e il Ticino sono sempre stati vie di comunicazione importanti nell’età antica, luoghi particolarmente adatti a scambi commerciali. Qui le genti di derivazione etrusco-padana potevano incontrarsi con gli usi e le tradizioni dei popoli Oltralpe, una ‘comunione’ che durò secoli. Poi l’invasione celtica e la romanizzazione…

FOTO Antonio Rialti ci ha indicato oggi, 16 aprile 2017, il luogo dov’era conficcato lo spadino nell’alveo del Ticino

Giuseppe Leoni
di Giuseppe Leoni

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