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Infrastrutture verdi, queste sconosciute

Tra queste, le infrastrutture verdi o Green Infrastructure, anche definite come tecniche di controllo sostenibile alla fonte, comprendono una sorta di sistemi che ricevono o trattano le acque meteoriche di dilavamento attraverso il collettamento e il successivo rilascio controllato, l’infiltrazione nel suolo, l’adsorbimento vegetale e l’evapotraspirazione, riducendo di conseguenza la portata in fognatura e l’utilizzo di altri sistemi di trattamento.

Lo sviluppo delle infrastrutture verdi è stata approvata dall’Environmental Protection Agency (EPA) e dal New York State Department of Environmental Conservation (DEC) che hanno dichiarato che “le infrastrutture verdi sono una effettiva risposta a una varietà di problematiche ambientali e sono risultate economicamente vantaggiose, sostenibili e portatrici di una varietà di benefici ambientali.”

Questo approccio, infatti, non è nuovo per la città di New York, già nel 2007 il Piano della città aveva previsto parcheggi “verdi”, incentivato la realizzazione di tetti verdi e istituito una task force inter-governativa di migliori pratiche di gestione che l’anno dopo, nel 2008, ha prodotto il Piano di Gestione Sostenibile delle Acque Meteoriche “Sustainable Stormwater Management Plan”.

http://nytelecom.vo.llnwd.net/o15/agencies/planyc2030/pdf/nyc_sustainable_stormwater_management_plan_final.pdf

In alcuni esempi di normativa italiana si affacciano i primi casi in cui vengono promosse infrastrutture verdi, come la riduzione delle aree impermeabili, l’incentivo all’utilizzo delle pavimentazioni drenanti, la fitodepurazione e il riutilizzo delle acque (Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Lombardia, Regione Veneto). Ma interessante è vedere come con il “New York Green Infrastructure Plan” si è sviluppata una strategia di riduzione degli scolmatori fognari e  si sono concretizzati degli investimenti economici che da qui ai prossimi 20 anni porterà New York ad essere la città migliore e più sostenibile, sia per quanto riguarda la qualità delle acque sia per le aree verdi.

L’ultimissima novità arriva anch’essa dagli Stati Uniti e consiste nell’utilizzo delle infrastrutture blu o Blue Infrastructure, un ulteriore passo avanti nella gestione delle acque di pioggia. Le infrastrutture blu comprendono tecnologie e sistemi più compatti ed efficienti e sono utilizzate per migliorare le performance di sistemi già esistenti o delle infrastrutture verdi di nuova generazione.

Sono utilizzate prevalentemente nelle aree urbane dove i problemi di spazio richiedono soluzioni compatte, efficienti e di facile gestione; comprendono sistemi avanzati di controllo di flusso, come per esempio quelli a vortice per attenuare i drenaggi urbani, e sistemi spinti di filtrazione.

Elisabetta Tromellini

www.elisabettatromellini.it

 


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