Storia e Radici

In ricordo del N.H. Giandomenico Oltrona Visconti, storico locale e uomo cortese

CASTANESE – Se n’è andato discretamente, come aveva sempre vissuto, giusto una decina di anni fa. Quattro necrologie su ‘La Prealpina’ sono state l’unico segnale della sua dipartita. Ma chi era Gian Domenico Oltrona Visconti (1920) abitante da sempre in una grande villa secentesca a S. Antonino Ticino, frazione di Lonate Pozzolo, penetrata dai ladri appena dopo la sua morte?
Apparteneva ad una famiglia di nobili natali – come ci raccontò in un’intervista che pubblicammo il 31 agosto 1995 su ‘Città Oggi’ – e visse in memoria degli antichi fasti della sua stirpe. La contessa madre faceva parte della famiglia Imperiale di Genova, mentre gli Oltrona provengono da Oltrona S. Mamete, un Comune vicino a Cantù. Il secondo cognome Visconti fu aggiunto in quanto un Oltrona sposò nel 1679 una Maddalena Visconti di Somma Lombardo, ultima di un ramo gallaratese dei Visconti. “Nelle ricerche storiche sull’albero genealogico di mio padre mi sono imbattuto in personaggi di grande rilievo, come in certo Gio. Stefano, proprietario della cascina ‘La Oltrona’ di Bornago (in territorio di Cameri, ndr) il quale venne eletto, nell’ottobre 1576, nobilis deputatus durante la peste milanese, incarico prestigioso riservato all’élite cittadina. Costui sposò la nobile Paola Carcano, dalla quale ebbe un figlio, Lodovico, che ereditò anche i beni dello zio Bartolomeo che si trovavano in territorio di Lonate Pozzolo”. Da lì una continuità storica che si è tramandata fino ai nostri giorni che portò la famiglia Oltrona Visconti ad essere proprietaria di buona parte delle case e dei campi di S. Antonino Ticino. Da segnalere che il fratello, diversamente da Gian Domenico, si era ben integrato essendo stato segretario generale dell’Enel sin dalla sua fondazione nel 1964.
Cultore di storia locale del Castanese
Tra gli storici locali che hanno rivolto una particolare attenzione alle vicende del territorio della riva sinistra del Ticino c’era il nobile G.D. Oltrona Visconti. Abitava da sempre in una grande villa con un immenso parco a S. Antonino Ticino, già residenza dei Visconti (poi Bodio) come documenta un antico stemma nobiliare conservato sul frontone della villa. Cominciò a scrivere nel 1948-49 ed è arrivato a contare più di 1100 articoli pubblicati sulle varie riviste storiche lombarde, tra le quali il maggior numero è contenuto nella ‘Rassegna Gallaratese di Storia Patria’, gloriosa associazione della quale è stato presidente dal 1965 al 1983. Tante le cariche avute all’interno del mondo della storia locale: G.D. Oltrona Visconti è stato segretario della Società Storica Lombarda dal 1964, ma fu anche presidente della Biblioteca comunale di Lonate Pozzolo (a lui dedicata) della quale conservava la carica onoraria di presidente a vita, per i meriti acquisiti nel lungo periodo della sua gestione, culminato con la pubblicazione (1969) di un volume dedicato alla storia di questo paese. Ma la sua ricerca storica più approfondita fu certamente quella riguardante la ‘Battaglia di Tornavento’ (1636) per la quale consultò anche le fonti spagnole (archivio di Simancas), mentre altri lavori importanti (una storia di Gallarate e un’approfondita indagine sulle origini dei duchi di Milano) sono rimasti incompiuti.
Un uomo cortese
Nel 1975, quando incominciammo ad avvicinarci alla storia locale, andammo da G.D. Oltrona Visconti. Ci accolse molto gentilmente, con quell’ospitalità che sempre mantenne (e così rara al giorno d’oggi dove è diventato difficile anche salutare il vicino) fino all’agosto scorso quando ci sentimmo per l’ultima volta per la preparazione di un futuro ‘stelloncino’, come lui chiamava i pezzi che scriveva per Città Oggi. Un uomo cortese che allora ci mise a disposizione moltissimi dei libri della sua fornita biblioteca per alimentare una passione nascente che – diceva – “non ci avrebbe fatto invecchiare”. Chissà che fine farà la sua biblioteca e l’archivio minuziosamente ordinato dal quale ogni tanto traeva una pagina di storia minore da pubblicare e che certamente è stato rovistato dai ladri che sono entrati nella sua abitazione. E’ probabile che alcuni dei suoi documenti si ritroveranno sulle bancarelle dei mercatini per essere venduti per qualche euro agli appassionati collezionisti

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