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Dall'archivio:

ESCLUSIVO Claudio Panatta e Paolo Canè alla ‘Peralza’: la trattativa prosegue

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Ieri il sopralluogo, al quale erano presenti anche Fabrizio Ispano e Luca Aloi

MAGENTA – Come Ticino Notizie ha scritto nelle scorse settimane, è ufficiale l’interessamento due grandi nomi del tennis italiano allo Sporting Peralza, tra Magenta e Pontevecchio lungo il Naviglio, chiuso dal 2010 dopo un devastante incendio.

Ieri, giovedì, allo Sporting adiacente la storica ed omonima villa sono arrivati Claudio Panatta (fratello di Adriano) e Paolo Canè, bolognese classe 1965, uno dei più grandi talenti del tennis azzurro.

Panatta e Canè hanno così confermato l’intenzione di valutare l’acquisizione dello Sporting per ridargli nuova vita: un’accademia tennistica, una nuova vita all’attività di bar e ristorazione, il ritorno- in buona sostanza- di una delle realtà sportive e associative più prestigiose a Magenta (e dintorni).

A dimostrazione di quanto l’operazione nel suo complesso abbia obiettivi concreti ed ambiziosi c’è la presenza, ieri, del presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ispano e dell’assessore allo Sport Luca Aloi.

L’Amministrazione di Chiara Calati, insomma, vuole essere protagonista di questa opportunità, coglierla e se possibile favorirla. Compatibilmente col fatto che la ‘Peralza’ è di proprietà privata; la maggior parte delle quote è detenuta da una nota famiglia magentina, il resto da una serie di persone ed altre famiglie.

Ora, a gennaio, ci sarà un nuovo incontro. Il nodo è ovviamente il prezzo per la vendita e la trattativa che ne seguirà. Anche perché, ovviamente, Panatta e Canè puntano a una totale ristrutturazione del centro, sia della piscina che dei campi da tennis che ovviamente della parte distrutta dagli incendi del 2010 e del 2011.

A seguire il progetto c’era anche Jessica Oldani, la commerciante di via Garibaldi che sta partecipando attivamente a questo autentico sogno.

Sì, perché se la Peralza ‘rinascesse’ dalle ceneri passando sotto l’egida di Claudio Panatta e Paolo Canè sarebbe niente meno che un sogno.

F.P.

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