Alzheimer: a Rho un convegno con l’Università di Miami

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RHO – Secondo le statistiche tra 25 anni il numero degli ‘over 65’ rappresenterà un terzo della popolazione generale, inoltre, considerando i soli Paesi dell’Unione Europea, nel 2020 le persone affette da demenza saranno oltre 15 milioni. Di questi circa un milione in Italia con la previsione di 584 mila nuovi casi tra cinque anni.
“Sono dati allarmanti – spiega Monsignor Sergio Salvini, Presidente di Fondazione Mantovani Onlus, una realtà divenuta ormai un punto di riferimento nella cura e nell’assistenza ai soggetti più fragili, in tutto il territorio della Lombardia – soprattutto se associati alla stima dei costi sociali per le demenze, che già nel 2008 era di oltre 160 miliardi di euro nei Paesi UE, con una previsione di crescita esponenziale sino al 43% da qui al 2030”.
Alla luce di questo scenario preoccupante e in considerazione del fatto che lo studio e la ricerca per migliorare le cure alla malattia di Alzheimer rientrano a pieno titolo nella ‘mission’ di Fondazione Mantovani, venerdì scorso, si è svolto presso il Centro Congressi del Collegio Oblati Missionari (Sala Mantovani Furioli) un convegno dal titolo “Prevenzione e cura della Demenza di Alzheimer: la sfida del Center on Aging dell’Università di Miami”.
“Abbiamo voluto promuovere questa giornata di studi – sottolinea Monsignor Salvini – in quanto, siamo convinti che questa possa essere un’occasione di confronto preziosa per medici, infermieri, manager del settore sanitario e sociosanitario e, più in generale, per tutti gli operatori che si devono confrontare quotidianamente con la Demenza di Alzheimer, una malattia che non solo distrugge progressivamente l’identità delle persone che ne vengono colpite, ma che è altamente impattante per familiari e ‘caregivers’ che vivono lo stress di gestire chi gradualmente viene corroso da questa malattia”.
La prevenzione, infatti, accanto all’attento uso della tecnologia svolgono un ruolo centrale, sia nell’accompagnare l’invecchiamento in maniera più serena, sia nel supportare chi assistenze gli anziani.
Per discutere di queste tematiche nel corso della mattinata sono intervenuti alcuni dei più importanti ricercatori dell’Università di Miami come Sara Czaja, full professor, Scientific Director del Center on Aging, David Lowenstein, full professor, Board Certified in Clinical Neuropsychology, Elisabeth Crocco, Chief Division of Geriatric Psychiatry, Associate Clinical Professor Geriatric Psychiatry Training Director, Amanda Myers, Associate Professor, Interdepartmental Program in Human Genetics and Genomics e Claes Wahlestedt, Full Professor, Associate Dean for Therapeutic Innovation Vice Chair for Research, Director of the Center for Therapeutic Innovation.
Per quanto riguarda la comunità scientifica italiana, è stato chiamato ad aprire il convegno e a coordinarne i lavori il Prof. Giampaolo Perna, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche Villa San Benedetto Menni – Suore Ospedaliere di Albese con Cassano (Como), mentre le conclusioni della mattinata sono state affidate al Prof. Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria.
“Certamente – aggiunge il Presidente di Fondazione Mantovani Onlus Monsignor Salvini – la conoscenza scientifica dei meccanismi che sono alla base di un invecchiamento sano o patologico, con particolare riferimento alle demenze, è ben lungi dall’essere completa. Tuttavia, la ricerca sta compiendo passi avanti significativi e i segnali in questa direzione che ci arrivano da oltre Oceano sono incoraggianti”.
“A questo proposito – rimarca Monsignor Salvini – oggi abbiamo la certezza che test neuropsicologici, che valutano alcune funzioni specifiche della memoria e l’analisi del RNA (Acido Ribonucleico) nel sangue, possono essere la base per una battaglia più intensa nella prevenzione e nella cura della demenza di Alzheimer”.
Nell’ultimo anno,infatti, sono stati condotti degli studi in USA su oltre un milione di persone “investigate”, da cui risulta che la malattia è presente in meno del 2% del campione considerato in età sotto i 70 anni, mentre lo è in più del 15% dei casi per il campione considerato sopra gli 80 anni.
“Pertanto, il fatto di potersi confrontare – osserva il Presidente di Fondazione Mantovani Onlus – attraverso la testimonianza di alcuni luminari della materia, con le ‘best practices’ sviluppate da uno dei centri di riferimento americani sull’invecchiamento, sarà per tutti i partecipanti un’opportunità di accrescimento professionale unica, oltre che un aiuto concreto per tutta la comunità scientifica”.
“La nostra realtà intende confrontarsi con le nuove sfide che caratterizzano il mondo dei servizi socio sanitari e assistenziali – sottolinea Monsignor Salvini – l’invecchiamento della popolazione, con una progressiva crescita dei pazienti cronici con patologie altamente invalidanti come la demenza di Alzheimer, è senz’altro uno dei temi più d’attualità a cui occorre dare risposta. Da qui, più in generale, l’azione del nostro Gruppo – conclude il Presidente di Fondazione Mantovani Onlus – volta a dare massima priorità a questi bisogni in una visione di welfare sostenibile”.

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(*fonte: comunicato stampa)

Redazione
di Redazione Ticino Notizie

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